Dal 1° settembre 2025 sono in vigore le nuove linee guida antincendio per impianti fotovoltaici, pubblicate con la nota n. 14030 dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Un aggiornamento atteso da tempo, che sostituisce la precedente nota 1324 del 2012 e introduce indicazioni tecniche più dettagliate per garantire maggiore sicurezza nella progettazione, installazione e manutenzione degli impianti fotovoltaici, sia per edifici industriali che civili.
In questo articolo analizziamo i 5 principali cambiamenti e cosa devono fare le aziende per essere in regola e mantenere un livello di sicurezza adeguato.
Quali sono i principali cambiamenti
1. Un campo di applicazione più ampio
La nuova normativa estende il proprio ambito anche agli impianti installati all’aperto, su aree esterne ma in prossimità di edifici o attività soggette a controlli di prevenzione incendi.
Rientrano quindi anche gli impianti interferenti, ossia quelli che – per posizione o caratteristiche – possono aumentare il rischio di incendio o di propagazione delle fiamme.
Inoltre, la nota precisa con maggiore chiarezza quali impianti sono esclusi dalle disposizioni, delineando un quadro normativo più completo e aggiornato.
2. Componenti critici e nuovi requisiti di sicurezza
Tra i componenti considerati rilevanti ai fini della sicurezza antincendio rientrano ora anche i sistemi di accumulo elettrochimico (BESS), accanto ai moduli, inverter, quadri elettrici e dispositivi di sezionamento.
Particolare attenzione è dedicata al rischio legato alle batterie agli ioni di litio, le più diffuse sul mercato, che in determinate condizioni possono andare incontro al fenomeno noto come thermal runaway, ovvero un aumento incontrollato della temperatura interna che può provocare incendio o esplosione.
Le linee guida richiedono quindi una valutazione accurata del posizionamento, dell’aerazione e del controllo termico dei sistemi di accumulo.
3. Distanze di sicurezza e compartimentazione
Una delle novità più significative è l’introduzione di distanze di sicurezza obbligatorie tra i pannelli fotovoltaici e gli elementi dell’edificio, come lucernari, camini o evacuatori di fumo e calore.
Vengono inoltre definite dimensioni massime per i sottosistemi di moduli:
- 20 metri per lato sulle coperture,
- 3 metri in altezza e 20 in lunghezza per le facciate,
con l’obbligo di inserire fasce o elementi incombustibili tra un gruppo e l’altro per limitare la propagazione del fuoco.
La compartimentazione dei cavi elettrici e dei componenti combustibili diventa un punto centrale: i cavi devono essere protetti da materiali resistenti al fuoco e non attraversare pareti o solai di compartimentazione senza opportune barriere.
4. Materiali e strutture: più rigore sui requisiti di reazione al fuoco
La nota 14030 introduce specifiche più stringenti sulla classe di reazione e resistenza al fuoco dei materiali utilizzati, sia per i moduli fotovoltaici che per le coperture e le facciate.
Le strutture di supporto devono essere incombustibili e certificate, mentre i pannelli devono avere una classificazione Broof (t1 ÷ t4), in base alla norma CEI TS 82-89, che valuta il comportamento al fuoco dei sistemi fotovoltaici.
Gli inverter, invece, devono essere installati su supporti incombustibili o separati da barriere con resistenza al fuoco minima EI 30, per garantire la protezione delle strutture edilizie circostanti.
5. Manutenzione e controlli periodici obbligatori
La nuova direttiva pone l’accento sulla manutenzione programmata come misura essenziale di prevenzione.
Gli impianti fotovoltaici devono essere sottoposti a verifiche biennali (ogni due anni) o dopo eventuali modifiche, con controlli su serraggi, giunzioni e punti caldi (hot spot).
Devono inoltre essere predisposti manuali d’uso e manutenzione aggiornati, che includano procedure di sicurezza, istruzioni operative e modalità di gestione delle emergenze.
Cosa significa per le aziende
Le nuove disposizioni impattano in modo diretto su aziende, stabilimenti produttivi e strutture con impianti fotovoltaici installati su tetto o facciata.
Gli impianti già in esercizio devono essere verificati e, se necessario, adeguati per mantenere la conformità antincendio: essere allineati alle nuove linee guida significa ridurre il rischio di incendio, tutelare le persone, i beni e la continuità produttiva, oltre ad evitare sanzioni o blocchi in caso di ispezione.
Oltre agli aspetti tecnici, è importante considerare che la mancata conformità può comportare problemi nelle certificazioni di prevenzione incendi (CPI) e nelle coperture assicurative.
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